link utili per passare un po’ di tempo
Maggio 3, 2008 by davidese avete voglia di perdere un po’ di tempo su internet vi consiglio questi siti..
myminicity
heavygames
myminicity2
blog simo
ne inserirò altri più avanti
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So, so you think you can tell Heaven from Hell,
blue skies from pain.
Can you tell a green field from a cold steel rail? A smile from a veil?
Do you think you can tell?
And did they get you trade your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees? Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change? And did you exchange
a walk on part in the war for a lead role in a cage?
How I wish, how I wish you were here.
We’re just two lost souls swimming in a fish bowl,
year after year,
running over the same old ground. What have we found?
The same old fears,
wish you were here.
ed ecco il video del concerto PULSE
ero a cazzeggiare su internet quando trovo su http://nonciclopedia.wikia.com una dimostrazione divertente dell’inesistenza di babbo natale… se avete tempo da perdere leggetela e fatevi due risate e poi vistate nonciclopedia, merita!!
La dimostrazione per cui babbo natale non esiste
Le renne volanti
Iniziando dal mezzo di trasporto, nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi animali ancora da classificare; anche se la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l’esistenza di renne volanti conosciute solamente da Babbo Natale.
Le renne dovrebbero volare mediate il battito delle corna; ciò è assurdo perchè se le corna dessero la facoltà di volare allora dovremmo vedere gran parte dell’umanità a mezz’aria.
Carico di lavoro e velocità relativa
Ci sono due miliardi di bambini (considerando tali quelli sotto i 18 anni, ed escludendo i wikipediani di qualsiasi età) al mondo. Dato però che Babbo Natale non sembra trattare - a parere di alcuni, mentre è il contrario a parere di altri - con bambini musulmani, indù, buddisti ed ebrei, il carico di lavoro effettivo si riduce al 15% del totale, cioè circa 300 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 85,7 milioni di locazioni - presumendo che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.
Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della Terra, assumendo che sia abbastanza scaltro da viaggiare da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo, il che significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa 1,3 millesimi di secondo per:
1. trovare parcheggio (vabbè, questo è semplice: può parcheggiare sul tetto della casa e non ha pertanto problemi di divieti di sosta);
2. saltare giù dalla slitta;
3. scendere dal camino;
4. sistemare i doni sotto l’albero di Natale;
5. mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione (o almeno portarselo via: d’altra parte, è pur vero che non sembra in gran forma fisica, quindi probabilmente si ferma anche a mangiare);
6. risalire dal camino;
7. saltare sulla slitta;
8. decollare per la successiva destinazione;
9. raggiungere la successiva destinazione.
Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente su una superficie quadrata pari al 5% delle terre emerse (questo per tener conto della distribuzione non uniforme dei bambini buoni), abbiamo una distanza media di circa 300 metri e un percorso totale di quasi 30 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 270 Km/s, a quasi 800 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (l’oggetto più veloce creato finora dall’uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media - non volante - a circa 0,0083 Km/s (30 km/h).
Massa dei regali
Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 85.700 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso, ma la cui massa può essere trascurata nel nostro calcolo). Sulla Terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una “renna volante” possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne: ne serviranno circa 57.000. Questo porta il peso complessivo, contando anche la slitta, sopra le 97.000 tonnellate. Per avere un confronto, il transatlantico Queen Elizabeth II ha una stazza di 71.500 tonnellate. Sicuramente, quasi 100.000 tonnellate che viaggiano alla velocità di 270 Km/s generano un’enorme resistenza (oltre che un’immensa onda d’urto in grado di risucchiare verso sé alberi, edifici e bambini cattivi). Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di un’astronave che rientra nell’atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 2,7 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d’urto (bang) soniche. L’intero team verrebbe vaporizzato entro 3,5 centesimi di secondo: essendo però quello un tempo superiore a quello medio di volo, e immaginando comunque che renne e Babbo Natale possiedano tute anti-G, possiamo supporre che la completa distruzione avverrà dopo un certo numero di visite.
Conclusione
Babbo Natale forse c’era, ma ora è sicuramente morto.
devo fare i miei complimenti a colui che è riuscito a leggere tutto il testo soprastante…
alla prossima stronzata
—> DAVIDE <—
ieri sera sono andato, con simo salvio edo ciccio claudio luca carlo e becce, al rinfresco dell’ordinazione a diacono di gioel, ex seminarista a muggiò.
arrivati a baggio(milano) nemmeno il tempo di parcheggiare e fare 10 metri che due macchine avevano parcheggiato in doppia e terza fila davanti a noi, e subito iniziamo a preoccuparci di come faremo a uscire.
ma, parlando con un amico di gioel scopriamo un fatto terrificante: i proprietari delle due macchine avevano lasciato in folle senza tirare il freno a mano; e allo stesso modo facevano tutti gli altri proprietari delle numerose macchine parcheggiate in doppia e terza fila, così se dovevi uscire con la tua auto non dovevi fare altro che spingere un po’ avanti le macchine che ti bloccavano la strada…
con questo singolare metodo di parcheggio si possono guadagnare molti posti auto preziosi in città come milano dove scarseggiano.
non sono riuscito a resistere, e allora ho fatto il video di noi che ci apriamo un varco tra le macchine in doppia fila e lo allego, anche come prova che tutto ciò non è frutto della mia immaginazione
dovete scusarmi ma il video lo dovete vedere inclinando la testa alla vostra destra di 90°
questo intervento è frutto di un pomeriggio buttato a fare ricerche sulla mia bibita preferita, e vuole sponsorizzare il consumo di essa…
AVVISO IMPORTANTE!
Se sei un abituale consumatore di Cola NON proseguire nella navigazione!
Questo è un sito dedicato al Chinotto e la sua consultazione potrebbe provocarti profonde alterazioni psico-sensoriali quali: modificazione del gusto con marcato miglioramento della percezione sulle aree deputate alla degustazione di bevande con le bollicine, demolizione di convinzioni granitiche in merito al “bere scuro e gassato”, risveglio dell’orgoglio nazionale.
Se sei un consumatore di Cola
FERMATI, NON PROSEGUIRE!
Se decidi di intraprendere il cammino verso il Chinotto
NON POTRAI TORNARE INDIETRO,
se decidi di proseguire non potrai ritenermi responsabile per i tuoi comportamenti futuri.
Tutti noi identifichiamo come chinotto la bevanda per eccellenza, ma se io vi chiedessi: “Con cosa è fatto il chinotto?” vi passerebbe subito la voglia di ridere. Io non lo sapevo. L’ho scoperto solo quando una casa produttrice ha stampato sull’etichetta la dicitura “bevanda a base di agrume chinotto”. Un agrume?!?!?!?! E così ho dovuto documentarmi: Eh già, il chinotto è un agrume, roba come l’arancio, il cedro, stessa “famiglia”. Ma non stesso sapore, e, soprattutto, non stesse origini esotiche e… misteriose.
Importato probabilmente dalla Cina sembra derivi da una mutazione (spontanea eh?, sia chiaro nulla di transgenico) del melangolo o arancio amaro. Il suo nome scientifico è Citrus Myrtifolia, si tratta di un alberello alto un metro e mezzo circa con pochi rami che però sono carichi di foglie piccole di colore verde scuro di dimensioni simili a quelle del mirto, da qui il nome in latino. I fiori sono abbondanti e profumatissimi, i frutti sono a grappolo, di una coloritura arancio intenso. Non aspettatevi frutti come gli altri agrumi, pesano non più di 50/60 grammi l’uno e sono grandi all’incirca come una pallina da ping-pong. In Italia questo splendido agrume lo si può trovare in riviera ligure e in Sicilia (nella zona di Taormina, quindi richi portamene a casa una pantina!!).
E allora penso… ma cosa si fa con il chinotto???
Con il chinotto o meglio con i suoi estratti si fa “IL CHINOTTO”, quello da bere, ma non solo. Di tutte le aziende che nel savonese si occupavano della trasformazione del frutto una è ancora operativa, è la Vincenzo Besio, che dal lontano 1860 “maltratta” i chinotti fino a farli diventare raffinate opere dolciarie. Da provare è il chinotto al maraschino, cosparso di un leggero strato di zucchero.
ma parliamo della bevanda, che è quella che interessa ai consumatori di chinotto!
-Chi è l’inventore del chinotto??
un documento del 1932 attesta alla san pellegrino la creazione della bevanda al gusto di chinotto.
vorrei concludere facendo notare che dei dati scientifici hanno dimostrato che nel chinotto c’è molta più caffeina che nella famigerata Coca-Cola.(Coca-Cola 77 mg/l Chinotto 92 mg/l) e inoltre possiede un valore energetico maggiore (Coca-Cola 40 kcal per 100g; Chinotto 42 kcal per 100g)
ci sarebbero altre cose da dire ma mi sono rotto di scrivere…
P.S. questo intervento è dedicato ai consumatori di Chinotto, in particolare a Simo, a Richi e a Edo
ebbene si! riprovo con il mio blog… questa volta, dopo il fallimento di quello di messenger, ho deciso di fare un salto di qualità passando a wordpress.
prevedo un altro fallimento perchè tra poco mi romperò e abbandonerò tutto…
saluti
P.S. il titolo è penoso… lo so… ma non mi veniva in mente nient’altro… accetto idee per cambiarlo… pure a me fa cagare…